Le Mascherine diventano una Moda?

(foto ADNKRONOS)

 

Lo sapevo, ne ero certa e lo avevo anche già scritto sui Social che finiva così. Che sarebbe diventato il (macabro) trend dell’anno.

D’altra parte esisteva già prima della pandemia la famosa questione Domanda Offerta.

 

E cioè, è così che nasce un prodotto, è così che si immette un articolo sul mercato, testando le richieste, spesso inconsapevoli, dei consumatori.

E in un momento in cui c’è – o c’era? – un sovrappopolamento di proposte, in momento in cui erano tutti, ma proprio tutti, anche le Maison del Lusso, alla ricerca di nuovi prodotti da immettere sul mercato creando il desiderio d’acquisto citando storia o chissà che altro, ecco che arriva il Coronavirus che serve un nuovo prodotto su di un piatto d’argento.

E tutti proporranno le mascherine brandizzate.

 

Scommettiamo che anche in questo caso si creeranno delle differenziazioni sociali fra ricchi e poveri?

Scommettiamo che Prada la farà a quadretti colorati, Armani greige, Chanel nera, Balenciaga gialla evidenziatore, Gucci rosa shocking con la G oro, Fendi con le F e Louis Vuitton con il monogramma, Alexander McQueen con Swarovski e borchie, e che invece per i poveri H&M la proporrà a fiorellini, Accessorize a righette, Oviesse colorata come quella di Benetton, e Zara  copierà quelle si venderanno di più?

 

Chi scommette con me, che nascerà questo ignobile trend?

 

Soprattutto perché persino vogue.com (quello internazionale) quello che è – o era? – la Bibbia della Moda scrive che per i cittadini sarà il caso di usare quelle in tessuto e di lasciare quelle sanitarie ai medici e al personale di corsia.

Tutto giusto per carità, ma non sarà che scrivendo in questo modo si incentiva l’acquisto di quelle fashion, ricche o povere che siano?

 

E se mi ha già mi ha fatto orrore il trend del cuscino legato in vita dalla cintura di Hermès, mi farà peggio vedere il selfie dell’influencer di turno con la mascherina limited edition. Perché ci arriveremo eh!

Considerando che siamo già al fatto che le ricerche su Google sono salite del 200% e che tra i brand più ricercati negli ultimi giorni sono Off-White (in testa alla lista secondo Lyst) con il 334% seguito da Bape (+ 167%), Nike (60%), Louis Vuitton (+ 24%) e Marcelo Burlon (+10%).

 

Ma no, che non ne usciremo migliori.

E perché saremmo dovuti diventare migliori solo per essere stati ai domiciliari per due mesi, e abbiamo scoperto che impastare il pane si può fare (anche) in casa? O perché per cinque minuti abbiamo cantato l’Inno di Mameli dal balcone? Che in fondo cantavamo anche prima quando l’Italia (intesa come squadra) giocava ai mondiali e nemmeno ne conoscevamo bene le parole.

 

Eh no, che non è vero neppure che diventeremo più responsabili negli acquisti solo perché abbiamo scoperto che nella Laguna so’ tornati i pesci e a Napoli le sirene.

Sinceramente non ho mai creduto neppure a Giorgio Armani e alla sua lettera aperta, dove consigliava – a chi? – di produrre capi duraturi e di non ricominciare con lo spreco. Lui, che con tutto il rispetto eh Re Giorgio, è stato il primo a inventare il fast fashion con Emporio, che firma pure i panettoni e finanche la bottiglietta d’acqua ricaricabile per la palestra, fa la predica. E a chi di grazia? Ma che davvero qualcuno ha creduto alla fantascienza?

Io no. E aspetto qualcuno che scommetta con me.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *